Questa è l’estate del recupero delle letture, e questa è anche l’ultima puntata della rubrica Sottolineature prima delle vacanze. È il 2018 quando Domenico De Masi scrive questa opera monumentale - 750 pagine scritte in piccolo piccolo, note escluse - ripercorrendo la storia, le teorie e le diverse interpretazioni che si possono attribuire alla parola... Continua a leggere →
Sottolineature – Bullshit jobs
Ho recuperato con grande ritardo Bullshit Jobs, un saggio che qualche anno fa fece molto rumore. A differenza della maggioranza dei libri di lavoro, fece breccia anche sul grande pubblico, creando un forte dibattito online. Pur presentando elementi notevoli come il basic universal income o la settimana cortissima (15 ore), è sulla tesi principale che... Continua a leggere →
Sottolineature – Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: fine di un incantesimo
Negli ultimi mesi sto leggendo tantissimi libri e testimonianze a vario titolo sulla crisi di senso del lavoro. Persone che, soprattutto a seguito della pandemia, hanno rivisto le proprie priorità e si sono chieste che valore dare al proprio tempo e che contributo stanno dando (o meno) attraverso il proprio impiego quotidiano. Una disaffezione diversa... Continua a leggere →
Stage, i numeri di EY
Non amo i post “orgogliosi di”, ma questa volta è inevitabile, sia per l’enorme lavoro di squadra che c’è dietro, sia per un purpose che da teoria si fa realtà concreta, sia per l’impatto effettivo che riusciamo a creare. La scorsa settimana abbiamo fatto incetta di AwaRdS, i premi che la testata giornalistica Repubblica degli... Continua a leggere →
Sottolineature – Le Grandi Dimissioni
"Il nuovo rifiuto del lavoro è un fenomeno ambivalente e contraddittorio. Non è una soluzione alla deflagrazione delle nostre condizioni di lavoro e di vita, ne è un sintomo. E non è un sintomo come gli altri: è il sintomo di una rottura epocale. E il sintomo della fine dell'epoca in cui regnava la speranza... Continua a leggere →
Ascoltare il battito dell’organizzazione
Le aziende sono organismi viventi, anche se tendiamo a vederle come un insieme asettico di strutture e processi. Non è un caso che tra i macro trend sulla employee experience individuati dall’istituto di ricerca e certificazione HR Top Employer ci sia anche l’ascolto. Da parte mia, non posso che definire l’ascolto una competenza chiave, non... Continua a leggere →
Da un probabile licenziamento per furto al successo
Ultimamente mi sto molto appassionando alla storia di Olivetti e delle persone che lavoravano con lui. Sono quindi rimasta incantata dalla narrazione di Lorenzo Baravalle di un episodio che non conoscevo. Quello di Natale Capellaro, figlio di una famiglia di calzolai, che entra come apprendista in fabbrica all’età di 14 anni, nel 1916, e ne... Continua a leggere →
Smart Working e felicità
“La felicità personale è unica e insindacabile, ognuno ha il diritto di essere felice come vuole. Unico limite il rispetto della libertà degli altri. Ma per esperienza avere un lavoro che permette di gestire in autonomia spazio e tempo, di sentire nelle proprie mani le leve delle decisioni su come impostare la propria vita professionale... Continua a leggere →
“Collègati o còllegati?”
Come sostiene Lynda Gratton nel suo libro "Ridisegnare il lavoro", stiamo entrando nell'era dell'intenzionalità, dove è importante, sia per gli individui che per le aziende riflettere scientemente da dove, come e quando sia meglio lavorare per valorizzare al massimo il proprio contributo. In particolare, per chi non ha ancora acquisito la cultura aziendale, magari perché... Continua a leggere →
Perché la mia mamma deve andare a lavorare tutti i giorni?
Come ogni anno per la festa della mamma pubblico questa risposta di Gianni Rodari, nel 1984, a una domanda postagli da un bambino. Perché la pubblico tutti gli anni? Basterebbe forse essere un bambino, di allora e di oggi, per capirlo, ma lo spiegano benissimo qui: https://100giannirodari.com/gianni-rodari-perche-la-mamma-deve-lavorare/