"Qui ero stato subito accettato e, a parte lavorare, non mi era stato chiesto nulla. Ma quel che per me era assolutamente nuovo era la sensazione di far parte di un gruppo, di essere tra i miei compagni di lavoro; non tra semplici colleghi, che è cosa ben diversa, ma compagni, ossia, sgravando la parola... Continua a leggere →
Sottolineature – “Il tuo capo è un algoritmo”
“Quella del ‘futuro del lavoro’ sembra diventata una materia a sé, feconda di titoli e convegni (arriveranno presto anche gli scaffali dedicati nelle librerie), ma avara di progetti e investimenti. Fatto sta che il lavoro del futuro è più studiato che vissuto o - meglio ancora - plasmato” Per la quarta puntata della mia rubrica... Continua a leggere →
Sottolineature – “La fabbrica” e il purpose che non c’è
Si può non amare il proprio lavoro fino a permettergli di trasformarci, senza neanche averne la consapevolezza, in qualcosa di mostruoso? Lo ipotizza la scrittrice giapponese Oyamada, che a uno dei personaggi della sua ultima opera fa dire: “Il lavoro era qualcosa di molto più strano e complesso, difficile da comprendere nella sua interezza. E... Continua a leggere →