Se non salviamo vite, perché siamo sempre di corsa?

Stasera sarò a questo live talk condotto da Bianca Maria Cavallini per provare a rispondere a una domanda che, oltre che sul lavoro, è sul tempo, in assoluto uno dei miei argomenti preferiti.

Negli ultimi anni, osservando persone e organizzazioni, mi sono fatta sempre più spesso una domanda molto semplice: quanto vogliamo davvero tenere separati il tempo del lavoro e il tempo della vita? Perché la sensazione è che questa separazione non esista più. Non in modo netto, non in modo stabile. Il tempo è diventato poroso: entra il lavoro quando non dovrebbe, esce quando non basta. E in questa porosità succedono due cose, spesso insieme:

  • perdiamo la capacità di staccare davvero
  • facciamo coincidere il “fare” con il “valere”

E così ci troviamo sempre di corsa, anche quando non stiamo salvando vite.

Il punto non è lavorare meno in assoluto – anche se il secondo interrogativo che sorge spontaneo in questo periodo è: cosa ce ne facciamo del presunto tempo liberato promesso dall’Intelligenza Artificiale?

Il puntoa a mio avviso è ridare intenzionalità al tempo: decidere quando esserci, per cosa esserci, e a quale costo.

Perché il tempo non è solo una variabile organizzativa, ma una dimensione profondamente legata alla qualità della vita e alla felicità.

Ne parliamo alle 18.30 da Cosmico in Viale Pasubio 5 a Milano, insieme a con Roberto Cosentini, Direttore del Centro Emergenza di Alta Specializzazione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Che lui sì, che salva vite.

Ci si iscrive qui.

PS: so che la vostra agenda è appunto molto piena, quindi se volete occupare bene la vostra pausa pranzo o una serata, ecco i prossimi due appuntamenti dove ci possiamo incontrare insieme a Luca Tremolada per presentarvi il nostro libro #Intelligenza

23 giugno alle 13 vi aspettiamo sui canali social di FrancoAngeli

30 giugno alle 18.30 alla libreria Ubik di Viale Monterosa

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