Leggere mi piace tantissimo, ma la sera crollo sul cuscino, irrimediabilmente – non c’è libro o eBook che tenga.

Per lo studio ho degli spazi di tempo che ho deciso di dedicarmi, ma le letture di svago sono rimaste un lusso estivo, negli ultimi anni.

Almeno fino a ottobre, quando mi sono finalmente decisa a provare una piattaforma di audiolibri (nello specifico, quella di Amazon, Audible).

La svolta. La lettrice compulsiva che è in me si è già conquistata mille badge online, da maratoneta a stacanovista. Ma quel che più conta, sono finalmente riuscita a godere di tanti bellissimi testi anche di inverno, quando per me il tempo è poco e il bisogno di dormire è tanto.

Ecco la lista di quelli che ho finito – poi un’altra volta vogliamo parlare del piacere di non sentirsi in colpa per non portare a termine un libro “virtuale”?

Joan Didion: L’anno del pensiero magico, un meraviglioso memoir sul lutto, la dimostrazione dell’assunto freudiano secondo cui la scrittura è riparazione e cura.

Jose Saramago: Cecità. In questi giorni è primo in classifica, e lo credo bene. Racconta di epidemia, paura, umanità.

Giacomo Mazzariol. Mio fratello rincorre i dinosauri. Favola cruda di amore fraterno: l’accento del narratore, a me molto familiare, me lo rende ancora più simpatico.

Sandro Veronesi, Colibrì. Non ho capito a dire il vero se mi è piaciuto, di certo ha una sua originalità (e lui è il top nella narrativa italiana contemporanea).

Viola Ardone, Il treno dei bambini. Tratto da storie reali di bimbi del Sud Italia trasferiti al Nord, è commovente e fa riflettere – succedeva solo qualche decennio fa.

Mario Calabresi. La mattina dopo. A me ha a tratti innervosito, le sequenze di lutti/perdite e la voce greve e monocorde non aiutano (ma lui rimane fra i migliori autori italiani).

Pablo Trincia mi aveva aperto la strada dei podcast con Veleno (capolavoro giornalistico assoluto, per me), queste “storie di sopravvivenza” mi hanno convinto meno.

Ps: Realizzo solo ora di aver ascoltato tante narrazioni di perdite, di lutti e di tragedie umane. Solitamente non sono le mie preferite, ma queste sono di una qualità tale che mi sento di raccomandarle, qualunque sia il vostro formato di lettura favorito. E voi, cosa mi consigliate?

2 pensieri riguardo “Audiolibri per le sere d’inverno

  1. Per me gli audiolibri sono aggiuntivi rispetto ai libri cartacei, li ascolto nei tempi morti, sui mezzi, mentre passeggio. Il più bello? M, Il figlio del secolo. Tutti ma proprio tutti dovrebbero leggerlo… o ascoltarlo 😉

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  2. Io di solito, avendo sottoscritto l’abbonamento con audible.uk, ascolto libri in inglese, soprattutto se letti da uno dei miei attori preferiti, Richard Armitage (Thorin Oakenshield nella trilogia de Lo Hobbit, per capirci). Però ho anche riscoperto dei classici in italiano come Il Segreto del Bosco Vecchio, Il Gabbiano Jonathan Livingston, Madame Bovary, i Racconti di Poe, Orgoglio e Pregiudizio, etc. Insomma, i modi per avere sempre un libro con sé sono molteplici e tutti meravigliosi…😄

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