
Ho visto Bugonia di Yorgos Lanthimos al cinema e ne sono uscita con una domanda che non mi dà pace e che è l’oggetto della newsletter di questo mercoledì: chi è il vero alieno nel mondo del lavoro?
Il film, grottesco e disturbante, racconta il rapimento di Michelle Fuller, CEO di una multinazionale farmaceutica, da parte di Teddy, apicoltore paranoico e complottista. Teddy è convinto che Michelle sia un’aliena venuta a distruggere la Terra. Ma dietro la fantascienza si cela una riflessione profonda sul potere, sulla disumanizzazione e sulla fragilità delle narrazioni che tengono in piedi noi e le aziende.
In Bugonia, il lavoro non è solo un contesto: è il teatro del conflitto. Michelle incarna il volto patinato del potere aziendale: razionale, performante, impeccabile. Teddy è il lavoratore marginale, escluso, che cerca nel complotto una forma di senso. Il loro scontro è una metafora della distanza crescente tra chi decide e chi subisce, tra chi comunica e chi non viene ascoltato.
Il film ci interroga su almeno tre livelli:
- Leadership e alienazione: Michelle è una leader, ma è percepita come aliena. Non perché sia “diversa”, ma perché è distante. Il suo linguaggio è quello del welfare aziendale, delle policy, della forma. Ma cosa succede quando la forma diventa una corazza che sterilizza il conflitto? Spettacolare, in tal senso, il bispensiero espresso sulla possibilità di uscire prima dal lavoro, “quella cosa delle 5 e mezza”:
PlayTiktok @palacecinemas o vedi nel PS
2. Lavoro e identità: Teddy non lavora “per vivere”, ma al di là di fare il magazziniere per l’azienda di cui Michelle è CEO, vive del e nel suo lavoro di apicoltore e autodidatta. È un uomo che cerca risposte nel caos, e trova nel lavoro una fragile ancora. Ma quando il lavoro non basta più a dare senso, si cercano nemici. E si costruiscono narrazioni alternative.
3. Organizzazioni e responsabilità: Bugonia ci chiede: quali forme di disumanità accettiamo ogni giorno pur di non guardarle in faccia? Il film non offre soluzioni, ma ci costringe a fare i conti con il nostro ruolo nel sistema. Siamo osservatori, complici, vittime o carnefici?
Il titolo stesso, Bugonia, richiama un antico mito: dalle carcasse dei buoi nascevano api. Una rinascita che passa dalla morte. È una metafora potente per il lavoro oggi: possiamo generare qualcosa di nuovo solo se accettiamo di mettere in discussione ciò che è morto, ciò che non funziona più.
E se il vero alieno fossimo noi, quando smettiamo di ascoltare, di dubitare, di metterci in discussione?
Qui il video in Italiano se avete Instagram: https://www.instagram.com/reel/DQOYdv4Dpsi/
Lascia un commento