Pendolare è anche un verbo

Nell’ultimo periodo, ciascuno di noi è chiamato a pendolare, a oscillare, fra più dimensioni (fisica e online) e luoghi di lavoro, improvvisando perpetuamente nuove identità mobili. La parola “pendolare” col lavoro ibrido da sostantivo è diventata quindi un verbo: di fatto, è un sinonimo di oscillare continuamente non solo fra luoghi ma anche fra identità,... Continua a leggere →

Non siamo dei robot

Perché abbiamo bisogno di farci vedere sempre impegnati? Un susseguirsi di riunioni, scadenze, incontri con clienti, call rappresenta la quotidianità per molti, quindi c’è un dato di partenza oggettivo. Ma quando ci lamentiamo (un po’ compiaciuti) di quanto abbiamo da fare possiamo cadere in un tranello psicologico che ci tendiamo da soli. Rischiando così di... Continua a leggere →

Si può essere felici al lavoro?

Secondo Paolo Iacci e Umberto Galimberti, “la felicità sembra essere possibile dopo il lavoro, malgrado e non anche grazie al lavoro”. La felicità è forse eminentemente singolare, il lavoro è quasi sempre plurale. Questo perché la felicità non fa rima con i processi, le logiche collettive, le dinamiche organizzative, anche nelle migliori delle ipotesi. Ma... Continua a leggere →

Che voce ha il lavoro di notte?

Non mi era mai capitato di fare una intervista in notturna, ma a Rai - Radiotelevisione Italiana Radio Rai 1 e a Stefano Mensurati non si poteva certo dire di no. E così, ai microfoni di “Tra poco in edicola” abbiamo sentito - tra le tante - anche le voci di camionisti e operatori sanitari,... Continua a leggere →

Sbilanciarsi sui confini vita/lavoro

Quello che ho scritto è un libro sui confini. In epoca medievale la parola confine ha cristallizzato il proprio significato in “limite territoriale”. Nella sua origine latina (finis), invece, coesistevano invece i significati di termine, uscio, soglia, meta. Di fatto, in un’unica parola convivevano le idee sia di apertura che di chiusura. Il confine, per... Continua a leggere →

Il carico mentale è una tossina a lento rilascio

Il carico mentale è lo sforzo cognitivo necessario per gestire e organizzare le attività quotidiane. Corrisponde alla quantità di attenzione, memoria e risorse cognitive impiegate per completare un’attività, che si aggiunge alla fatica pratica per realizzarle. Questo dispendio si fa ancora più oneroso quando aumentano le sovrapposizioni fra vita e lavoro. Pensare alla spesa da... Continua a leggere →

Si può licenziare in tanti modi

Si può licenziare in tanti modi: da Musk che chiede via mail ai dipendenti pubblici di ricevere una lista dei 5 risultati raggiunti la settimana precedente, pena il licenziamento, a Starbucks che lascia a casa oltre mille persone ma si raccomanda di non presentarsi in ufficio il giorno dell'annuncio dei layoff. Dal silent firing alla... Continua a leggere →

Sottolineature – In trappola 

“Giovani, parole e linguaggio. Come liberarsi da stereotipi e modelli sessisti” è il sottotitolo di “In trappola”, opera delle giornaliste del Sole 24 Ore Chiara di Cristofaro, Simona Rossitto, Livia Zancaner. Mi ero ripromessa che l’avrei finito entro la Giornata Internazionale della Donna, ce l’ho fatta con qualche ora di ritardo, complice un lungo viaggio... Continua a leggere →

Corridoi, zerbini, interruttori

Fino al 2020 c’era uno zerbino invisibile davanti a tutti gli uffici, le banche, i supermercati, gli altoforni, le scuole, gli stabilimenti. Diceva: “Si prega di lasciare i problemi personali fuori dal luogo di lavoro”. C’era poi un altro zerbino davanti alla porta di casa che diceva: “Si prega di non portarsi (troppo) lavoro a... Continua a leggere →

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