Lynda Gratton: 10 appunti per il futuro del lavoro

Lynda Gratton è professoressa alla London Business School ed è tra una della massime autorità a livello globale quando si parla di futuro del lavoro.

Lynda Gratton ha cambiato la mia vita. Mi fa accendere delle scintille che una volta che entrate non escono più dalla testa. L’ha fatto per la prima volta 10 anni fa, con il suo libro “Il salto” (Il Saggiatore), prestandomi un cannocchiale astronomico per vedere nel futuro, quando ancora andavo in giro col microscopio.

Lo ha fatto l’ultima volta la settimana scorsa, quando ho avuto il privilegio di ascoltarla durante il Wobi, di intervistarla per il Corriere.it e di moderarla in un dibattito organizzato da CFMT.

(aperta parentesi: temo di essermi giocata i tre desideri della lampada di Aladino, martedì scorso, ma ne è valsa la pena).

Molte cose che mi ha raccontato quel giorno le ho riportate nel pezzo in uscita per il blog la Nuvola del Lavoro (che vale anche come post per la mia rubrica “Sottolineature”) dove ho ripercorso anche alcune idee del suo ultimo libro, “La nuova longevità” (FrancoAngeli).

Qui invece vorrei riportare le 10 cose che più mi hanno colpita nelle nostre conversazioni:

  1. La nostra impiegabilità di lungo periodo dipende dalla qualità della nostra vita. E viceversa
  2. La discontinuità del percorso professionale porta con sé anche delle opportunità, in termini di upskilling e reskilling ma anche di godersi le diverse fasi della vita, più lunga rispetto al passato
  3. Ci vogliono normalmente 21 giorni per cambiare abitudini. Tutti noi stiamo lavorando in maniera drammaticamente diversa da quasi due anni: tornare indietro non possibile
  4. Se c’è Great Resignation è perché c’è da parte di tante aziende una Great Restauration
  5. Diversamente dal passato, oggi abbiamo la possibilità di pensare a scenari alternativi perché in casa si lavora in due – la partecipazione femminile al mercato del lavoro ha moltiplicato le opportunità per tutti
  6. Siamo ripiombati nell’epoca della scarsità, chi mai avrebbe predetto nel 2019 una nuova guerra per il talento?
  7. Dobbiamo dare ai nostri collaboratori e ai nostri figli la libertà di vivere una multistage life, dove si alternino studio/lavoro/pause
  8. In assenza di flessibilità, le aziende devono essere pronte a pagarne i trade offs (remunerare di più le persone; essere meno attrattivi e quindi ricevere molte meno candidature)
  9. Nessuno sa come sarà il futuro del lavoro. Per questo la cosa migliore da fare è sperimentare assieme.
  10. Abbiamo un’opportunità che capita una volta solo nella vita. E no, non si tratta solo di capire che lavoro vogliamo fare, ma anche chi vogliamo diventare.

ENGLISH VERSION

Lynda Gratton is a professor at the London Business School and is one of the foremost authorities globally when it comes to the future of work.

Lynda Gratton changed my life. It makes me ignite sparks that once you enter no longer come out of my head. He did it for the first time 10 years ago, with his book "The jump" (Il Saggiatore), lending me an astronomical telescope to see into the future, when I was still walking around with the microscope.

She did it the last time last week, when I had the privilege of listening to her during the Wobi, interviewing her for Corriere.it and moderating her in a debate organized by CFMT.

(open parenthesis: I'm afraid I played the three wishes of Aladdin's lamp last Tuesday, but it was worth it).

I reported many things that he told me that day in the piece out for the blog La Nuvola del Lavoro (which is also valid as a post for my column "Sottolineature") where I also retraced some ideas of his latest book, "The new longevity "(FrancoAngeli).
Here instead I would like to report the 10 things that most struck me in our conversations:

Our long-term employability depends on the quality of our life. And viceversa
The discontinuity of the professional path also brings with it opportunities, in terms of upskilling and reskilling but also to enjoy the different phases of life, longer than in the past
It normally takes 21 days to change habits. We have all been working dramatically differently for almost two years: going back is not possible
If there is Great Resignation it is because there is a Great Restoration by many companies
Unlike in the past, today we have the opportunity to think about alternative scenarios because two people work at home - female participation in the labor market has multiplied the opportunities for everyone.
We have plunged back into the era of scarcity, who would have predicted a new war for talent in 2019?
We must give our collaborators and our children the freedom to live a multistage life, where study / work / breaks alternate
In the absence of flexibility, companies must be ready to pay their trade offs (pay people more; be less attractive and therefore receive far fewer applications)
Nobody knows what the future of work will be like. For this the best thing to do is to experiment together.
We have a once in a lifetime opportunity. And no, it's not just about understanding what job we want to do, but also who we want to become.

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